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Le sezioni unite della Cassazione con la sentenza 6.7.2016 n.27620 hanno stabilito che la previsione contenuta nell’art.6, par.3 lett.d della Convenzione Europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali, relativa al diritto dell’imputato di esaminare o far esaminare i testimonia carico ed ottenere la convocazione e l’esame dei testimoni a discarico come definito dalla giurisprudenza consolidata della Cedu- che costituisce parametro interpretativo delle norme processuali interne – implica che il giudice d’appello, investito dell’impugnazione del p.m. avverso la sentenza di assoluzione di primo grado, anche se emessa all’esito del giudizio abbreviato, con cui si adduce un’erronea interpretazione delle prove dichiarative, , non può riformare la sentenza impugnata, affermando la responsabilità penale dell’imputato, senza aver proceduto, anche d’ufficio, ai sensi dell’art.63 comma 3 cpp, a rinnovare l’istruttoria dibattimentale attraverso l’esame dei soggetti che abbiano reso dichiarazioni sui fatti del processo, ritenute decisive ai fini del giudizio assolutorio di primo grado.

L’interpretazione fornita dalla Suprema Corte obbliga il giudice dell’appello- anche all’esito di giudizio abbreviato non condizionato-a rinnovare l’istruzione dibattimentale qualora intenda riformare in pejus la sentenza di proscioglimento di primo grado, sulla base di una diversa valutazione della prova ritenuta decisiva dal primo giudice.