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La quinta sezione della Corte di cassazione con la sentenza n.34504 del 25.5.2018 ha chiarito che la nuova formulazione dell’art. 581, comma 1, lett.c cpp, impone l’onere per l’impugnante di individuare in forma specifica le richieste principali e secondarie (che possono anche desumersi implicitamente dai motivi quando da questi emergano in modo inequivoco).

 

Il giudizio di secondo grado non può più avere ad oggetto la mera ripetizione di valutazioni già compiute. La necessaria specificità comporta che l’appello viene a configurarsi come giudizio critico su punti specificatamente dedotti, rappresentando una fase eventuale destinata alla individuazione di un errore della sentenza di primo grado –se esistente- con la conseguenza per cui ove i motivi non siano idonei a rappresentare l’esistenza e l’incidenza dell’errore, l’atto di appello è destinato alla declaratoria di inammissibilità.